Prima dell’aperitivo moderno: vino, spezie e rituali di tavola - Puntata 5/10
La storia di Carlo V – Puntata 5/10
Oggi dici "aperitivo" e pensi a una cosa precisa: un momento sociale, un bicchiere che apre la serata, un gusto che prepara il palato. Ma se torni indietro nel tempo — Medioevo e Rinascimento — devi fare una scelta importante: non usare parole moderne per descrivere abitudini antiche.
Non esisteva il "cocktail" come lo intendiamo oggi. E noi non diremo mai il contrario.
Quello che esisteva, però, era una cultura del gusto sorprendentemente seria: vino, erbe, spezie, dolcezza, e soprattutto un'idea chiara di "rito di tavola". Un modo di bere che non era casuale.
Questa puntata serve proprio a questo: a mettere un confine pulito tra due mondi, e a spiegare perché quel confine — se lo rispetti — rende la tua storia più credibile, non meno affascinante.
1) La parola giusta: "vino speziato", non "cocktail medievale"
Quando parliamo di ispirazione storica, il punto non è far credere che nel 1500 si bevesse "come oggi". Il punto è capire che il gusto era già codificato, che il vino veniva spesso trattato come base da interpretare: aromatizzato, addolcito, corretto.
E in quel mondo esiste un simbolo perfetto: l'ippocrasso (in inglese spesso "hypocras").
L'ippocrasso è descritto come una bevanda a base di vino addolcito e speziato, con spezie ricorrenti come cannella e altre note calde; la tradizione racconta anche la filtrazione attraverso un panno (la cosiddetta "manica ippocratica"), da cui deriva il nome.
Attenzione: questa non è una "prova" legata al nostro manoscritto o al nostro territorio. È un esempio storico utile per capire il linguaggio dell'epoca: vino + spezie + ritualità.
2) Le ricette esistono davvero (e sono europee)
Quando dici "ricettari medievali" qualcuno pensa subito a un mito. In realtà è un continente di carta: testi, traduzioni, trascrizioni, tradizioni che attraversano l'Europa.
Un esempio concreto è Le Viandier (tradizione attribuita a Taillevent). In raccolte e traduzioni moderne compaiono ricette di "Hypocras" con una miscela di spezie e zucchero da unire al vino. Non è una "nostra ricetta", ma dimostra una cosa importante: quel tipo di bevanda era conosciuto, scritto, ripetuto.
Questa è la chiave: l'ispirazione storica non si inventa. Si ricostruisce a partire da pratiche documentate.
3) Una distinzione fondamentale: ippocrasso ≠ vermouth
Qui facciamo pulizia, perché è facile confondere.
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Ippocrasso / vino speziato medievale: è un mondo legato a vino addolcito e aromatizzato con spezie, spesso in contesti di banchetto o di digestione (nel linguaggio dell'epoca).
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Vermouth (come lo conosciamo oggi): è un'altra storia, più moderna. Le fonti collocano la nascita commerciale delle versioni moderne nella Torino tra metà e fine '700, con aromatizzazione botanica (tra cui l'artemisia) e un ruolo chiaro da aperitivo.
Perché questa distinzione conta? Perché evita una trappola tipica: usare "medievale" come etichetta generica. Se vuoi essere credibile, devi sapere dove finisce l'ispirazione e dove inizia la modernità.
4) Cosa c'entra Carlo V con tutto questo
C'entra nel modo più serio: non nel "copiare", ma nel rispettare una grammatica del gusto.
La nostra serie fin qui ha fatto una scelta netta:
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quando abbiamo una traccia documentata (nome, manoscritto, istituzione), la trattiamo come una base reale;
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quando siamo nel campo della cultura di tavola e delle pratiche europee, lo diciamo chiaramente: è contesto, è quadro, è linguaggio.
Questa puntata, quindi, è il ponte: ti spiega il mondo da cui nasce la nostra ossessione per l'equilibrio, per l'identità, per la disciplina del gusto. Un'idea semplice: l'aperitivo non è "un bicchiere". È un gesto sociale. E certi gesti sociali hanno radici molto più profonde di quanto pensiamo.
5) Dove andiamo nella prossima puntata
Finora abbiamo nominato testi e tradizioni. Nella prossima puntata facciamo un passo ulteriore: l'Europa come metodo.
Parleremo di cosa succede quando confronti fonti diverse (Italia, Francia, mondo dei manoscritti) e capisci una cosa: la cultura del gusto non è mai stata isolata. È sempre stata un dialogo.
Prossima puntata:
Puntata 6/10 – Europa: quando confronti e capisci cosa è davvero "di corte"
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